Amaretto

Amaretto di Caposele

La fragranza delle Nocciole dell'alta Irpiania, rigorosamente selezionate e accuratamente tostate, incontrano la delicatezza dello Zucchero puro per mescolarsi con Uova fresche e aromi biologici.
L'impasto è curato e lavorato interamente a mano come da tradizione.
Da questa ricetta, mantenuta inalterata da oltre 100 anni dalla Famiglia "Ze Peppa", nasce l'inconfondibile Amaretto di Caposele. L'originale.
(Prodotto Agroalimentare Tipico, art.8 del drecreto lg.s 173/98 e dal successivo Decreto Ministeriale applicativo -350 del 08/09/1999-).
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Taralli

Taralli

Tra oltre 1000 mille ricette di "Taralli" in tutto il mondo è impossibile non distingure il sapore unico dei Taralli di "Ze Peppa".
Unici dal primo all'ultimo morso.
I Taralli "Ze Peppa" vengono lavorati con Olio di Oliva e Semi di Finocchio selvatico, curati a mano fin dal principio, dopo aver raggiunto la sua particolare forma a "cerchio" viene bollito per pochi minuti e poi infornato nel forno a legna per raggiungere la sua particolare doratura.
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Tarallini

Tarallini

Creati con lo stesso processo dei "Taralli", i tarillini Ze Peppa vanno a soddisfare i palati piu esigenti.
Infatti i Tarallini si distinguano dalla varietà dei gusti disponibili: Finocchietto, Peperoncino, Olive Nere, Rosmarino, Pizzaiola, Patate, Cipolla.
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Pasta Frolla

Pasta Frolla

Anch'essa tra le ricette piu antiche della tradizione Ze Peppa.
La friabilita e la dolcezza della nostra Pasta Frolla è caratteristica.
L'impasto semplice di uova, zucchero, farina danno vita a questo tipico biscotto da gustare in varie occasioni, colazione, thé o Dessert.
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Savoiardi

Savoiardi

Mantenuto invariato nel tempo, questo biscotto oggi, come 100 anni fa, accompagna la colazione di molte persone.
Infatti la sua Dolcezza e Morbidezza trova il suo massimo piacere nell'incontrare il gusto deciso del latte.
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Freselle

Freselle

Un semplice impasto di Farina e Acqua danno vita a varie tipi di Freselle.
I vari tipi di freselle che vanno dalla Crusca, Granoturco e Grano Duro, premetto un impiego vario di questo "Pane Antico".
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Monachini

Monachini

Ricetta Tipica di Caposele, è inconfondibile gia a prima vista per la loro particolare forma a "S" e dalla loro croccantezza.
Curate interamente a mano, il processo di impasto e quello di cottura sono identici a quelli di 100 anni fa.
Particolarità assoluta è il sapore forte del Chicco di Caffè al centro del biscotto che si contrasta con il sapore dolce del biscotto.
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Mostacciuoli

Mostacciuoli

Dalla forma a "Rombo", il Mostacciulo Ze Peppa è disponibile tutto l'anno.
Apprezzato per il gusto deciso del Miele e quello delle nocciole che sfociano in un impasto all'apparenza morbido, ma durante la cottura questo biscotto tipico raggiunge una tostatura e una durezza unica.
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Pasta di Mandorle

Pasta di Mandorle

Pur mantenendo la tradizione originale, spesso i nostri pasticcieri "reinventano" la ricetta per creare nuove delizie da proporre ai palati piu particolari.
La nostra Pasta di Mandorle è disponibile in una grossa varietà di gusti.
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Pasticceria

Pasticceria

La fantasia dei nostri Pasticcieri da vita ad una grossa varietà di dolci che vanno dal gusto piu dolce alla forma piu stravagante.
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Pane

Pane

Il Pane Ze Peppa mantiene la rigida tradizione del vero pane casareccio.
Impastato e cotto come le antiche tradizioni, conserva tutt'ora il gusto e sapore di 100 anni fa.
Oggi oltre al pane originale, prendono forma altri tipi di prodotti che vanno dai semplici panini acqua e sale, pane integrale, ciambelle di pane, alle Baquette con cereali.
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Muffuletto

Muffuletto

Unico del Forno Ze Peppa, e unico nel sapore e nella forma, questo antico pane morbido ha la particolarità di essere impastato con le Patate che donano un sapore delicato e un profumo tipico.
Il nome dialettale del prodotto ha origini molto antiche come la sua ricetta, che scrupolusamente i nostri fornai custodiscono gelosamente.
E' possibile degustare il "Muffuletto" solo presso il nostro forno.
Ufficialmente riconosciuto dal PAT
(Prodotto Agroalimentare Tipico, art.8 del drecreto lg.s 173/98 e dal successivo Decreto Ministeriale applicativo -350 del 08/09/1999-).
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"Il Forno - Ze Peppa"

La Cucina di Caposele è sempre stata, rispettto a quella degli altri Paesi limitrofi, più ricca e più diversificata grazie alla felice collocazione geografica di Caposele e, di conseguenza al clima piu mite rispetto a buona parte dell'Iripinia.
Tali condizioni hanno consentito una maggiore produzione agricola e una disponibilità di prodotti piu gustosi. In particolare, storicamente Caposele era noto per la disponibilità di ortaggi e di frutta e per la ricca produzione di Olio di Oliva.
Tutta questa maggiore disponibilità di prodotti, sia in termini di qualità che di quantità, ha consentito alla cucina locale di avere una maggiore diversificazione e certamente, anche gazie alla maggiore disponibilità di Olio a renderla piu gustosa.
E' su queste basi che oltre 100 anni fa nasce il Forno Ze Peppa.
Da oltre 100 anni conserva con la massima cura le ricette originali dei propri prodotti. Queste, tramandate da oltre 3 generazioni, conservano ancora il gusto e il sapore di una volta.
Il processo di impasto e i metodi di cottura sono tutt'ora mantenuti inalterati per far conservare ai nostri prodotti il gusto e sapore caratteristico e originale del rinomato
Forno Ze Peppa.

Caposele

Non ci sono notizie sulle origini di Caposele. Poeti e storici come Omero, Virgilio, Plinio e Strabone parlano, comunque, del fiume Sele nei loro scritti. Secondo un'ipotesi il nome Caposele deriva dalle sorgenti del fiume Sele. Altri studiosi, prendendo come punto di riferimento il monte Paflagone, sostengono che coloni greci provenienti da Poseidonia ne determinarono l'origine. Secondo l'Antonini, la nascita di Caposele potrebbe risalire al periodo delle lotte romane con le tribù sannitiche.
Ad ogni modo, quale che sia la sua origine, di certo i primi abitanti costruirono le loro dimore ai piedi del monte dove una copiosa quantità di polle sorgive - circa 100 - formavano un laghetto prima di dare origine con salti e cascatelle ad uno spumeggiante fiume diretto verso Posidonia (Paestum).
Di certo la ragione di tutto questo fu il beneficio che la gente poteva trarre dall'acqua. Fino a poco tempo fa sul primo tratto del fiume si potevano ancora vedere mulini, gualchiere e frantoi. Un altro agglomerato di case si trovava certamente a mezzo miglio dalle sorgenti, là dove il fiume rallentava il suo corso per la presenza di un falso pianoro.
All'inizio dell'XI sec. Caposele era già territorio del Principato di Salerno, poi Principato Citra. Le prime notizie di un feudo e un probabile castello risalgono al periodo normanno, probabilmente al 1160, quando Filippo di Balvano (o Balbano) ne divenne il proprietario.
Nel corso dei secoli, il territorio passò nelle mani degli Svevi e degli Angioini. Sotto gli Aragonesi, una parte, probabilmente la zona chiamata Capodifiume, venne data a Jacopo Sannazzaro. Nel 1416 la regina Giovanna II di Napoli affidò le entrate del feudo ad Antonio Gesulado . E fu con Luigi II Gesualdo che Caposele raggiunse il suo grande vigore. Così nel 1494 Caposele ottenne il titolo di "Universitas" cioè di Comune autonomo in grado di eleggere liberamente un sindaco per alzata di mano dei suoi abitanti e di amministrare la giustizia. Un grande privilegio questo dato ai sudditi, che, nel frattempo, scelsero anche un santo patrono, San Lorenzo, per la chiesa madre ed uno stemma per il proprio comune.
Nel XVII sec. il territorio di Caposele passò ai Ludovisio che l'acquistarono e rivendettero più di una volta. Tutto ciò spesso li costrinse a lasciare il castello. Allora comunità religiose e confraternite occuparono l'intera zona, le chiese aumentarono di numero e famiglie di estrazione ed origine diversa si affiancarono sempre più ai casali intorno alla Chiesa e alle proprietà private.
La peste del 1656 ed il terremoto del 1694 sfortunatamente decimarono il borgo. Nel 1714 fu nominato principe della Terra di Caposele Inigo Rota, lo stesso che pose i suoi boschi a disposizione di S. Alfonso quando c'era bisogno di legna per costruire la Basilica di Mater Domini. Nel 1771 il territorio passò nelle mani di Carlo Lagni, marito di Ippolita Rota, figlia di Inigo.
Nel 1806 una legge francese abolì la feudalità, così i signori preferirono la vita mondana di Napoli alle rupestri montagne del borgo.
Nel XVIII sec. Caposele aveva comunque già assunto l'attuale caratteristico assetto di un paese con il suo castello, gli agglomerati dei suoi notabili fuori le mura, l'area di Capo di Fiume, il casale di Pianello, le Grotte, ecc.


via Piani
83040, Caposele (AV)
Italia
tel. 0827 58440




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